| Lezione
1 |
La struttura anatomica e la fisiologia del pancreas endocrino.
Le principali attività dell’insulina.
L’attività degli ormoni della
contro-regolazione.
Le conseguenze della riduzione o dell’assenza
della secrezione di insulina.
Le cause della produzione di corpi chetonici
(diabete mellito insulino-dipendente o tipo 1).
I sintomi della chetoacidosi (diabete mellito
insulino-dipendente o tipo 1).
La differenza tra insulino-dipendenza e insulino-trattamento.
I fattori predisponenti al diabete mellito non
insulino-dipendente.
La secrezione di insulina e la funzionalità pancreatica nel
diabete mellito non insulino-dipendente.
|
| Lezione
2 |
I fattori di rischio.
La frequenza della malattia e l’importanza della familiarità.
I vari tipi di diabete mellito (tipo 1 o insulino-dipendente e
tipo 2 o non insulino-dipendente).
Le modalità con cui fare diagnosi di diabete mellito e i
criteri.
Le modalità con cui fare diagnosi di diabete mellito di
tipo 1 o di tipo 2.
Le indagini usate per la diagnosi di diabete mellito in genere.
|
| Lezione
3 |
Che cosa significa il termine prevenzione, in campo medico.
Diversi tipi di prevenzione con caratteristiche e obiettivi.
La prevenzione come strumento nella lotta contro le malattie.
Le possibilità di prevenzione del diabete mellito tipo 1.
Gli strumenti di prevenzione del diabete mellito tipo 2.
Strumenti efficaci.
Differenza fra i vari tipi di prevenzione.
|
| Lezione
4 |
I fattori di rischio.
La frequenza della malattia e l’importanza della familiarità.
Le modalità con cui fare diagnosi di obesità e i criteri.
Le modalità con cui fare diagnosi di obesità viscerale o
periferica.
Le relazioni tra diabete mellito di tipo 2 e obesità.
L’importanza di una dieta per ridurre il rischio di obesità e
di diabete mellito di tipo 2.
L’importanza di una corretta attività fisica per ridurre il
rischio di obesità e di diabete mellito tipo 2.
|
| Lezione
5 |
I principi nutritivi e il loro potere calorico.
Il concetto di peso teorico, ideale, ecc.
I carboidrati: la loro struttura, la presenza in natura, la
differenza tra glucidi complessi e semplici.
I carboidrati: la fisiologia dell’assorbimento dei glucidi
complessi e semplici, la velocità del loro assorbimento.
I carboidrati: le liste di scambio e gli equivalenti.
I grassi: la differenza tra saturi ed insaturi, di origine
animale e vegetale, la differenza tra buoni e cattivi.
Le proteine: le loro funzioni, l’assorbimento e la loro
importanza.
Le vitamine e i sali minerali.
L'alimentazione equilibrata.
|
| Lezione
6 |
Le preparazioni insuliniche, tempi di attività e modalità di
assorbimento.
Le metodiche di fabbricazione dell'insulina e le metodiche
di preparazione farmaceutica.
La formulazione della miscela precostituita.
Le metodologie di conservazione delle preparazioni insuliniche.
Le sedi di iniezione e l’importanza dell’attività motoria,
percentuale di assorbimento, ecc.
Gli orari di valutazione della glicemia.
|
| Lezione
7 |
I farmaci ipoglicemizzanti orali, tempi di attività e modalità
di azione.
Indicazioni e controindicazioni all’uso di ipoglicemizzanti
orali.
Il fenomeno della secondary failure degli OHA.
I tempi e le modalità di assunzione degli ipoglicemizzanti
orali.
La corretta terapia a disposizione in maniera controllata (data
di scadenza, corretta conservazione, ecc).
Il libretto (diario) sempre in ordine.
Il controllo ottimale.
La terapia variabile nelle occasioni particolari.
La terapia personalizzata in occasione di attività fisica
preventivata.
Lo schema terapeutico personale che da il massimo controllo con
minime frequenze di eventi acuti.
|
| Lezione
8 |
Le metodiche per l’autocontrollo domiciliare della glicemia.
Le metodiche di monitoraggio della glicosuria e della
chetonuria.
Gli orari di valutazione della glicemia.
I livelli glicemici ottimali da ottenere.
I livelli glicemici accettabili da mantenere in caso di
situazioni specifiche e particolari.
L'autocontrollo versus autogestione.
Le modifiche terapeutiche da applicare nelle varie
situazioni di autocontrollo non accettabile.
|
| Lezione
9 |
Le attività fisiche e il dispendio energetico indotto.
Le modificazioni sui vari organi dall’esercizio fisico (cuore,
pressione arteriosa, respiro, ecc).
L'esistenza di rischi come l’ipoglicemia e la chetoacidosi
nell’attività senza un preventivo controllo.
Le attività fisiche consigliate, permesse, sconsigliate, non
permesse e le motivazioni di queste scelte.
I tempi di azione dei vari tipi di insulina.
L’ipoglicemia tardiva post-esercizio.
I tempi da mantenere dopo la somministrazione insulinica, tempi
di recupero, ecc.
I livelli glicemici ottimali da ottenere prima di eseguire un’attività
fisica.
I livelli glicemici ottimali da mantenere dopo l’attività
fisica.
|
| Lezione
10 |
La differenza tra diabete mellito gestazionale e diabete mellito
in gravidanza.
I criteri per la diagnosi di diabete mellito gestazionale.
I valori di controllo ottimali in gravidanza.
I pericoli cui va incontro il neonato di madre diabetica.
Le modalità di “trasmissione genetica” della malattia e la
differenza con la predisposizione.
Nozioni sul travaglio e sul parto.
Lo schema terapeutico personale migliore, massimo controllo con
minimi eventi acuti.
Quando si può o si deve procedere all’autogestione.
Quali esami eseguire e con quale scadenza.
|
| Lezione
11 |
La definizione e i limiti dell’ipoglicemia.
Il significato della diagnosi di ipoglicemia e la sintomatologia
correlata ad essa.
La frequenza dell’evento.
I valori di controllo in grado di “ridurre” la frequenza
dell’evento.
I principali pericoli dell’ipoglicemia notturna e/o
inavvertita.
Le modalità di regolazione della glicemia (sistema di
contro-regolazione glicemica).
Le riserve di glucosio e il ruolo degli FFA (acidi grassi
liberi).
Le cause principali di ipoglicemia.
I sintomi e la loro progressiva comparsa.
Le azioni del glucagone iniettabile.
|
| Lezione
12 |
La definizione e i limiti della iperglicemia.
I sintomi e le cause principali dell’emergenza “iperglicemia”
accompagnata da chetoacidosi.
La definizione, i sintomi, le cause principali dell’emergenza
“iperglicemia” non accompagnata da chetoacidosi.
L’iperglicemia e la sintomatologia correlata ad essa.
I valori di controllo in grado di “ridurre” la frequenza
dell’evento.
I valori dopo i quali si ha sintomatologia (valori “allarme”).
I pericoli dell’iperglicemia soprattutto se scarsamente
sintomatica o se non considerata importante.
I principi fondamentali che regolano la glicemia.
Le cause principali di iperglicemia.
I sintomi e loro progressiva comparsa.
I livelli del “controllo ottimale” o i valori più vicini ad
esso.
La “normalità” di una iperglicemia postprandiale (picco
glicemico da assorbimento degli alimenti).
|
| Lezione
13 |
L’anatomia e la fisiologia dell’occhio.
L’anatomia e la fisiologia della retina,dei vasi sanguigni e
delle cellule nervose.
La retinopatia come complicanza a lungo termine specifica del
diabete mellito (proliferante e non proliferante).
L’impossibilità di ridurre la velocità di progressione della
malattia.
Possibilità di riduzione della velocità di progressione della
malattia con la laser terapia.
Possibilità di danni retinici già al momento della scoperta
del diabete (nel diabete mellito tipo 2) .
Possibilità di danni gravi senza che la sua vista
apparentemente ne risenta.
|
| Lezione
14 |
La definizione di macroangiopatia diabetica.
La sintomatologia legata all’interessamento dell’apparato
cardiovascolare.
I valori di controllo in grado di “ridurre” la frequenza
dell’evento.
I principali pericoli della macroangiopatia.
Le cause di macroangiopatia oltre a quella diabetica (fattori di
rischio).
I sintomi e loro progressiva comparsa.
|
| Lezione
15 |
Le cause che determinano l’istaurarsi della patologia del
piede.
Le concause che determinano l’istaurarsi della patologia del
piede.
La differenza tra fibre sensitive e fibre motorie.
Il ruolo difensivo delle fibre sensitive.
Il significato di sistema nervoso autonomo o autonomico.
Il significato di coscienza di posizione.
I sintomi legati alla compromissione delle arterie
(macroangiopatia).
I sintomi legati all’interessamento delle fibre nervose
(neuropatia).
Il Decalogo della prevenzione.
|
| Lezione
16 |
Cosa significa essere diabetico ed anche iperteso.
I rischi insiti nella ipertensione arteriosa.
I meccanismi che legano queste due malattie.
Cosa fare (ovvero come ci si può difendere).
Obiettivi da raggiungere in termini di compenso metabolico e di
controllo pressorio.
Insegnamenti da trarre dall'esperienza scientifica in proposito.
|