A
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Acanthosis
nigricans:
Malattia della pelle molto rara ma importante in diabetologia, in
quanto produce un'elevata resistenza all'insulina nei diabetici che ne
sono affetti, necessitando quindi di somministrazioni di insulina
esogena a dosi elevate. Le cause di questa insulino-resistenza, sono
state identificate nella diminuzione del numero dei recettori, ed in
un loro difetto genetico.
Acetone:
[Chimicamente: Dimetil chetone, CH3.CO.CH3]
- Sostanza chimica che si forma nel sangue quando il corpo impiega i
grassi anziché il glucosio (lo zucchero) per produrre energia. Se si
verifica la formazione di acetone, significa che l'insulina a
disposizione delle cellule non è sufficiente o che queste non
riescono ad utilizzare quella presente nel sangue e quindi non
riescono a trasformare il glucosio in energia. Nel caso si raggiungano
elevati livelli di acetone nel sangue, l'alito assume un odore
particolare (tipo frutta marcia) definito come "alito
acetonico".
Acetonuria:
Presenza di acetone nelle urine. Se si riscontra in presenza di forte
glicosuria, e' indice di grave scompenso diabetico.
[Valori normali: assenza di acetone nelle urine]
Acidi grassi:
Costituiscono la riserva energetica principale del nostro
organismo.
Quando l'insulina del sangue è troppo poca o quando non c'è
sufficiente
glucosio nel sangue l'organismo brucia i grassi per produrre l'energia
necessaria.
I materiali di scarto di questo processo sono i cosiddetti "corpi
chetonici".
Acidosi:
Eccesso di sostanze acide nell'organismo. Questa circostanza, in un
diabetico, può condurre alla Chetoacidosi diabetica.
Acidosi lattica:
Formazione di acido lattico in eccesso nel corpo. Le cellule
producono acido lattico quando usano il glucosio in carenza di
ossigeno. Se è presente in concentrazioni elevate, l'organismo ne
risente sino ad arrivare ad uno stato di coma. Cause dell'acidosi
lattica possono essere malattie epatiche, renali e l'utilizzazione di
farmaci ipoglicemizzanti orali contenenti fenformina.
Adrenalina (o Epinefrina):
È un ormone che svolge una funzione eccitatoria. I livelli di
adrenalina nel sangue si alzano anche in caso di ipoglicemia,
provocando sudore, tremore e l'aumento di frequenza del battito
cardiaco.
Agofobia:
Paura dell'ago. Il paziente non prova solo fastidio, ma una vera e
propria sensazione di stress o di panico quando deve iniettarsi
l'insulina ed effettuare i controlli della glicemia.
Alba (Effetto alba):
Improvviso aumento della glicemia che si riscontra nelle prime ore
del mattino.
Albuminuria:
Presenza nelle urine di un'elevata quantità della proteina
albumina. La presenza di elevate quantità di albumina nelle urine
può essere il segnale di una disfunzione renale.
Alito acetonico:
Odore di acetone nell'alito, di norma, causato da elevate
concentrazioni di corpi chetonici nel sangue.
Allergia all'insulina:
Se l'organismo considera l'insulina iniettata un corpo estraneo,
la attacca con anticorpi. La reazione allergica può essere locale
(intorno al punto dove è stata iniettata si forma rapidamente una
zona rossastra e pruriginosa) o sistemica (macchie rosse sulla pelle,
sensazione di prurito e di disagio). La reazione allergica riduce
l'efficacia dell'insulina iniettata. È quindi necessario cambiare il
tipo di insulina magari passando a quelle purificate.
Amidi:
Alimenti costituiti da una grossa molecola, risultante
dell'aggregazione di tante molecole di glucosio. L'amido è il
costituente di molti alimenti comuni come le farine di mais, il grano,
del riso e delle patate.
Analisi delle urine:
L'analisi delle urine consente di ottenere in modo semplice e non
invasivo molte informazioni riguardo lo stato di salute. In
particolare, per i pazienti diabetici si consiglia di effettuare, ad
integrazione dell'autocontrollo della glicemia, l'analisi della
glicosuria (che rileva la quantità di glucosio nelle urine) e della
chetonuria (che rileva la quantità di corpi chetonici nelle urine).
Angiopatie:
Termine generico per definire le malattie che riguardano i vasi
sanguigni (arterie, capillari, vene), che spesso possono riguardare i
pazienti diabetici. Si dividono in micro angiopatie (relative cioè ai
piccoli vasi sanguigni) e macro angiopatie (relative invece ai grossi
vasi).
Apporto calorico:
Quantità di energia assunta attraverso cibi e bevande; si misura
in calorie.
Arterie:
Vasi sanguigni attraverso i quali il sangue pompato dal cuore
raggiunge i tessuti di tutto l'organismo
Artropatia neuropatica:
Detta anche piede di Charcot, è una complicanza associata alla
nefropatia diabetica che porta al deterioramento delle articolazioni
ossee e dei tessuti connettivi soprattutto del piede e dell'anca.
Aterosclerosi o Arteriosclerosi:
Malattia che riguarda l'ostruzione dei vasi sanguigni ad opera di
accumuli lipidici (di grassi) che causano l'aumento di spessore e
quindi l'indurimento delle pareti dei vasi stessi.
Autocontrollo:
La determinazione effettuata in modo autonomo della glicemia. In
pratica è un test di fondamentale importanza affinché il paziente
diabetico possa conoscere in ogni momento il livello del glucosio nel
sangue. Conoscere il proprio livello di glucosio aiuta il paziente a
confermare o smentire l'attendibilità delle sensazioni di ipoglicemia
o iperglicemia ed a renderlo maggiormente consapevole dei rapporti tra
la terapia insulinica, la dieta, l'attività fisica e l'andamento
glicemico. Il campione necessario per effettuare una determinazione
glicemica viene generalmente ottenuto con un prelievo pressoché
indolore di una minima quantità di sangue (generalmente effettuato
sul bordo del polpastrello del dito), questa minima quantità di
sangue viene poi analizzata tramite uno piccolo strumento chiamato
glucometro, che fornisce il valore della glicemia capillare in pochi
secondi. Gli strumenti per l'autocontrollo di più recente produzione
utilizzano una reazione elettrochimica per la determinazione del
glucosio, e consentono di ottenere risultati affidabili e
confrontabili con i sistemi di laboratorio.
Autoimmuni (o autommunitarie malattie):
Patologie nelle quali l'organismo attacca le proprie cellule
ritenendole erroneamente 'corpi estranei'. Il diabete si sviluppa
proprio perché il sistema immunitario attacca le cellule Beta del
pancreas distruggendole e ponendo termine alla produzione di insulina.
Azotemia e Creatininemia:
Indicano se il rene funziona normalmente.
[Valori normali: Azotemia 10-50 mg. -
Creatininemia 0,80 - 1,3 mg.]
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B
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Banting:
Frederick
Grant Banting scopritore dell''insulina.
Bulimia:
Incontrollabile ed eccessivo bisogno di mangiare.
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C
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C-Peptide:
Sostanza prodotta dal pancreas in misura pari all'insulina.
Di conseguenza misurando il C-Peptide si può accertare se il pancreas
funziona ancora e quanta insulina produce.
Caloria:
Unità di misura del valore energetico dei cibi (e delle bevande)
assunte. A parità di quantità, alimenti di tipo diverso hanno un
diverso numero di calorie. Un grammo di proteine fornisce 4 calorie
come pure 1 grammo di carboidrati, mentre 1 grammo di grassi fornisce
9 calorie.
Carboidrati:
Tra le varie classi di alimenti è la principale fonte di energia.
Si distinguono in c. semplici o ad assorbimento rapido (zucchero) e c.
complessi o ad assorbimento lento (amidi). Il diabete non permette
all'organismo di utilizzare queste sostanze a causa dell'insufficienza
dell'insulina o della resistenza ad essa. L'apporto totale dei
carboidrati deve coprire il 60-65% del fabbisogno energetico
giornaliero.
Campi estivi:
Soggiorni, generalmente estivi per bambini o giovani diabetici.
Sotto la guida di diabetologi e personale specializzato, consentono ai
nuovi diabetici di conoscere meglio la malattia ed imparare a gestire
il diabete.
Cancrena (o gangrena):
Morte dei tessuti per insufficiente apporto di sangue, dovuto a
varie cause, spesso aggravata da infezioni batteriche.
Capillari (vasi):
Piccoli vasi sanguigni che consentono lo scambio di nutrimenti,
ossigeno e scarti tra il sangue ed i tessuti. Il diabete mal
controllato può determinare il deterioramento dei vasi capillari con
i conseguenti danni all'organismo.
Carboidrati:
Una delle 3 principali categorie di alimenti. Esistono i carboidrati
semplici (per esempio zucchero e frutta) e quelli complessi (come gli
amidi). Una volta assunti dall'organismo, sono trasformati in glucosio
e in glicogeno. L'energia assunta tramite i carboidrati è utilizzata
per attività brevi o di medio termine (una corsa o una partita di
tennis).
Carboidrati complessi:
Sostanze che solo in parte e lentamente sono convertite in zuccheri
nel sangue: comprendono pasta, pane, altri prodotti a base di cereali,
patate e legumi.
Carboidrati semplici:
Sostanze convertite velocemente e in larga parte dall'organismo in
zuccheri: includono lo zucchero e sono presenti nella frutta e nel
latte.
Cardiovascolare:
Che afferisce al cuore e al sistema dei vasi sanguigni centrali.
Cellule ALFA:
Un tipo di cellule presenti nel pancreas, in zone chiamate isole
di Langerhans, la cui funzione primaria è di produrre e rilasciare
nell'organismo un ormone chiamato glucagone.
Cellule BETA:
Un tipo di cellule presenti nel pancreas, in zone chiamate isole
di Langerhans, la cui funzione primaria è di produrre e rilasciare
nell'organismo un ormone chiamato insulina.
Cellule DELTA:
Un tipo di cellule presenti nel pancreas, in zone chiamate isole
di Langerhans, la cui funzione primaria è di produrre e rilasciare
nell'organismo un ormone chiamato somatostatina.
Chetoacidosi:
Grave situazione clinica che si verifica quando, in mancanza di
insulina, l'organismo comincia ad utilizzare gli acidi grassi in
grande quantità per ottenere energia. La trasformazione degli acidi
grassi genera un accumulo di prodotti di scarto, chiamati corpi
chetonici, i quali, se presenti in concentrazioni elevate, determinano
una serie di effetti che portano allo stato di "coma
chetoacidosico". La chetoacidosi è un emergenza clinica tipica
del diabetico di tipo 1.
Chetonemia:
Presenza di chetoni nel sangue.
Chetoni (o Corpi chetonici):
Elementi chimici che il corpo produce quando le cellule bruciano
grassi invece di zuccheri.
Chetonuria:
La presenza di corpi chetonici nelle urine.
Colesterolo:
Sostanza grassa presente nel sangue, nel cervello, nel fegato, nei
muscoli e in altri tessuti dell'uomo e degli animali. E' importante
perché da esso derivano composti attivi dell'organismo. Quando è
presente in eccesso nel sangue, rappresenta un fattore di rischio per
malattie cardiovascolari.
Coma:
Grave emergenza che si manifesta con stato di incoscienza a
causa di livelli di glucosio (zucchero) troppo elevati o
troppo bassi e di chetoni nel sangue.
-
Coma
chetoacidosico:
Stato di coma, causato dall'accumulo massivo di corpi
chetonici nel sangue. Il coma chetoacidosico è un emergenza
clinica tipica del diabetico di tipo 1.
-
Coma
iperosmolare:
Stato di coma causato da una iperglicemia incontrollata che
determina un grave aumento dell'osmolarità del sangue (densità
sanguigna) ed una grave disidratazione.
Il coma iperosmolare è un'emergenza clinica tipica del diabetico
di tipo 2.
-
Coma
ipoglicemico:
Stato di coma causato da un insufficiente livello di glucosio
nel sangue, che consenta all'organismo di fornire energia al
cervello. Il mantenimento della glicemia al di sopra di un valore
soglia è un processo indispensabile per una normale attività
cerebrale. Il coma ipoglicemico si può verificare sia nei
diabetici di tipo 1 che nei diabetici di tipo 2, ed è
generalmente causato da un inappropriato regime terapeutico a
fronte di un limitato o ritardato introito energetico o di una
consistente attività fisica.
Compliance:
Termine inglese utilizzato anche in italiano. In diabetologia
indica il rispetto delle prescrizioni e delle istruzioni da parte del
paziente.
Complicanze (del diabete):
Il vero rischio del diabetico sta nel fatto che la sua
patologia possa degenerare nelle complicanze, spesso legate alla
durata ed al compenso metabolico. Gli organi più a rischio sono
l'occhio, il rene, il sistema nervoso e il sistema cardiovascolare.
Il disturbo oculare più frequente è la retinopatia emorragico -
essudativa, mentre il più importante è la retinopatia proliferativa,
responsabile della perdita o di una grave riduzione della vista.
Quest'ultima richiede, data la sua gravità, interventi tempestivi.
Gran parte dei diabetici presenta segni di retinopatia, una lesione
dei vasi sanguigni nella parte posteriore dell'occhio, entro dieci
anni dall'insorgere della malattia.
Altra complicanza è la nefropatia diabetica, che colpisce il rene, al
punto che questo organo non filtra adeguatamente le scorie del
metabolismo. Nella sua forma più lieve interessa una buona
percentuale di diabetici, di cui una quota degenera nell'insufficienza
renale al punto da richiedere il trapianto del rene. La neuropatia è
invece una malattia del sistema nervoso: colpisce circa un terzo dei
diabetici e si presenta sotto forma di intorpidimento e formicolio
agli arti, dolori tipo crampo ai polpacci, specialmente notturni, con
diminuzione della sensibilità e comparsa di ulcerazioni alla pianta
dei piedi. Può degenerare nel "piede diabetico",
determinato da lesioni vascolari e nervose che provocano gravi
deformazioni ossee e disturbi della vascolarizzazione terminale.
Le complicanze del sistema neurovegetativo possono determinare
disturbi intestinali (diarrea), vescicali (incontinenza urinaria) e
sessuali (impotenza). Infine possono manifestarsi nei diabetici anche
forme di coronaropatia e vasculopatia cerebrale (infarto acuto del
miocardio, ma anche espressione cronica dell'angina pectoris, e ictus
cerebrale). Può sembrare un paradosso, ma le complicanze a distanza
sono meno temibili nelle forme più conclamate. Questo perché il
diabete conclamato consente una diagnosi e trattamento tempestivo,
mentre una forma a lungo non apparente, rimane misconosciuta e mina
indisturbata gli organi bersaglio. Da qui l'imperativo categorico di
una terapia che mantenga la glicemia nella normalità evitando
fluttuazioni e picchi iperglicemici, che sarebbero la causa principale
delle complicanze.
Conteggio dei carboidrati:
Misura del contenuto di carboidrati presenti in un pasto. Serve a
definire la quantità di calorie assunte derivate dai carboidrati e di
conseguenza la quantità di insulina necessaria per assimilarle.
Controllo metabolico:
Si parla di un buon controllo metabolico quando la glicemia viene
mantenuta tra 80 e 140 mg/dL durante tutto l'arco della giornata.
Convulsioni:
Contrazione involontaria, incontrollata e spastica del sistema
muscolare. Nel diabetico si accompagna a una perdita di coscienza e
corrisponde a gravi ipoglicemie.
Corpi chetonici:
Sono prodotti di scarto derivati dalla demolizione degli acidi
grassi. Quando non c'è insulina, o l'insulina non è sufficiente per
bruciare il glucosio necessario, l'organismo deve bruciare i grassi
per ottenere l'energia necessaria. I chetoni si accumulano prima nel
sangue e poi vengono eliminati con le urine. Tra i corpi chetonici
riveste particolare importanza la presenza di acetone, responsabile
del cosiddetto "alito acetonico".
Contribuiscono a rendere acido il sangue, e se raggiungono
concentrazioni elevate possono portare al coma chetoacidosico
Cura del piede:
Il ridotto afflusso di sangue e la scarsa sensibilità,
determinate dalle complicanze vascolari del diabete, possono causare
gravi danni alle estremità, soprattutto al piede. Il diabetico deve
prestare particolare attenzione alla cura dei piedi, cercando di
evitare la formazione di vesciche, lesioni, infezioni. Dopo il
pediluvio bisogna ispezionare attentamente il piede per controllare
eventuali ferite o unghie incarnite. E' consigliato l'uso di calze di
lana o di cotone, di scarpe comode, possibilmente di cuoio. Ai primi
segnali di lesione cutanea è importante farsi visitare dal
diabetologo.
Creatininemia e
Azotemia:
Indicano se il rene funziona normalmente.
[Valori normali: Azotemia 10-50 mg. -
Creatininemia 0,80 - 1,3 mg.]
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D
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DCCT:
Sigla di Diabetes Control and Complications Trial. Un imponente
studio (trial) effettuato negli Usa tra il 1983 e il 1993 su 1.400
pazienti insulinodipendenti. Ha dimostrato che un attento controllo
della glicemia riduce le complicanze. I risultati del DCCT sono stati
confermati anche per quanto riguarda i diabetici non
insulinodipendenti da un altro trial, UkPDS, terminato nel 1998.
Diabete:
- Diabete mellito (generico):
Malattia del ricambio, condizione patologica che si verifica
quando l'organismo non è in grado di utilizzare il glucosio
(zucchero) nella maniera dovuta. La deficitaria utilizzazione del
glucosio da parte dell'organismo, provoca un accumulo di glucosio
nel sangue. Chi consente all'organismo di utilizzare il glucosio
è l'insulina, ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas. Si
parla dunque di diabete quando l'organismo non riesce ad
utilizzare efficacemente il glucosio, a causa della ridotta
funzionalità o della totale mancanza dell'insulina prodotta dal
pancreas. Il diabete viene classificato in due categorie
principali: diabete di tipo 1, o insulino-dipendente, e diabete di
tipo 2 , o non insulino-dipendente. Il primo è caratterizzato
dalla scomparsa quasi totale o totale dell'insulina: tale fenomeno
è causato da un processo di autoimmunità che determina la
distruzione delle cellule beta del pancreas. Si manifesta
generalmente all'improvviso ed ha un decorso drammatico se non
viene prontamente curato con insulina. Il secondo è
caratterizzato da ridotta produzione o da produzione di
un'insulina scarsamente efficace. Il paziente affetto da questo
tipo di diabete riesce spesso a controllare la malattia con la
dieta ed eventualmente con l'uso di farmaci. Solo nei casi di
maggiore gravità si arriva ad utilizzare insulina.
- Diabete mellito tipo 1 o
diabete insulino dipendente:
Condizione cronica in cui l'insulina prodotta dal pancreas è
scarsa o addirittura assente. L'organismo in questo caso non è in
grado di utilizzare glucosio per i suoi processi energetici. I
sintomi tipici dell'esordio del diabete di tipo 1 solo la sete, la
fame, la frequente orinazione ed il dimagrimento. Il trattamento
della malattia consiste in una dieta controllata, esercizio fisico
ed iniezioni di insulina. La malattia insorge generalmente nei
bambini e negli adulti al di sotto dei 30 anni di età. Le cause
che scatenano la malattia sono fino ad oggi sconosciute, ma di
certo si sa che si tratta di un processo di tipo autoimmune
che determina la distruzione delle cellule Beta del pancreas
- Diabete mellito tipo 2 o
diabete non insulino dipendente:
Condizione molto più diffusa del diabete di tipo 1. A
differenza del diabete di tipo 1, in questo tipo di diabete il
pancreas produce ancora insulina, ma l'insulina prodotta è
insufficiente o poco efficace per le necessità dell'organismo. Il
paziente affetto da questo tipo di diabete riesce spesso a
controllare la malattia solo con la dieta ed eventualmente con
l'uso di farmaci. Nei casi più gravi è necessario ricorrere alla
somministrazione di insulina. I diabetici di tipo 2 sono
generalmente soggetti adulti tendenti all'obesità.
- Diabete insipido: Malattia
dell'ipofisi, differente per cause scatenanti dal Diabete Mellito.
Viene definito 'diabete' perché frequentemente gli ammalati
presentano sintomi simili a quelli del diabete mellito, devono
infatti urinare frequentemente, hanno spesso molta fame e sete, e
provano senso di stanchezza. Tuttavia non si riscontra nel sangue
una concentrazione elevata di glucosio.
- Diabete bronzino (o
Emocromatosi): Malattia di origine genetica nella quale
l'organismo assorbe troppo ferro dagli alimenti che assume e lo
accumula nel fegato, nel pancreas, ecc.
Dialisi:
Metodo utilizzato per ripulire il sangue dalle scorie del
metabolismo, si effettua quando il rene è gravemente compromesso
nelle sue funzionalità. Diabetici con gravi disfunzioni renali
possono essere sottoposti a dialisi.
Diastolica:
Pressione sanguigna calcolata nella fase di riposo del battito
cardiaco, quella in cui il cuore non pompa sangue nelle arterie: è il
più basso dei due valori (per esempio l'80 di 120/80).
Disidratazione:
Situazione in cui l'organismo è privo di liquidi. Alti livelli di
glucosio nelle urine provocano un frequente stimolo a urinare.
L'organismo perde così grandi quantità di acqua e il paziente prova
una caratteristica sete.
Dislipidemia:
Eccesso di lipidi nel sangue (colesterolo, lipoproteine a bassa
densità, trigliceridi) è correlato a un aumentato rischio di ictus e
malattie cardiovascolari.
Dolcificanti:
Sostanze naturali o artificiali (come per esempio Aspartame e
Saccarina) caratterizzate da un grande potere dolcificante e da un
ridotto o minimo apporto calorico. I dolcificanti non hanno bisogno
dell'insulina per essere assorbiti dall'organismo.
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E
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Effetto somogyi:
Brusco sbalzo dei livelli di glicemia da valori molto bassi a valori
molto alti.
Elettromiografia:
(Velocità di conduzione nervosa) Tramite 2 elettrodi si
calcola il tempo impiegato da uno stimolo a percorrere un certo tratto
di nervo. Il test indaga l'eventuale presenza di neuropatia.
Elettrocardiogramma:
Permette di vedere eventuali alterazioni riferibili a
neuropatia diabetica.
Emocromatosi:
Vedi Diabete bronzino.
Emoglobina Glicosilata (HbA1c):
L'emoglobina è una proteina del sangue che ha come attività
primaria quella di legare le molecole d'ossigeno. Nei pazienti
diabetici, gli alti valori di glicemia nel sangue provocano un aumentato
livello di emoglobina associata al glucosio (emoglobina glicosilata).
L'emoglobina diventa più glicosilata se rimane a lungo a contatto con
elevate concentrazioni di glucosio. Valori superiori al 7% di emoglobina
glicosilata si riscontrano spesso nei pazienti diabetici e sono indice
di non adeguato controllo glicemico.
Il dato di emoglobina glicosilata rispecchia l'andamento glicemico dei
due / tre mesi precedenti al controllo.
Endocrino:
SISTEMA ENDOCRINO:
Nel nostro organismo avvengono numerose reazioni chimiche, che nel
loro complesso prendono il nome di metabolismo. Per fare in modo che
questo possa svolgersi in modo equilibrato è necessaria la presenza
di sostanze che svolgano una funzione di regolazione. Queste sostanze
prendono il nome di ormoni.Questi sono dei veri e propri messaggeri
chimici e vengono prodotti dalle ghiandole endocrine, cosiddette in
quanto riversano il prodotto della loro secrezione direttamente nel
sangue, distribuite in varie parti del corpo. Attraverso gli ormoni il
sistema endocrino è in grado di svolgere funzioni regolatrici sulla
crescita, sulla maturazione sessuale, sulla riproduzione, oltre a
stimolare la produzione degli enzimi, sostanze determinanti in alcuni
processi come la digestione. Ogni ghiandola endocrina produce ormoni
specifici e, grazie al fatto che i capillari ne percorrono tutta la
struttura, li riversa nel sangue; gli ormoni vengono in questo modo
trasportati verso gli organi su cui dovranno agire, i cosiddetti
organi bersaglio.Gli ormoni hanno strutture e composizioni complesse e
molto differenti tra loro. Alcuni agiscono in modo indiretto legandosi
a speciali molecole, dette recettori, situate sulle membrane delle
cellule, così da attivare la produzione di un determinato enzima.
Quest’ultimo a sua volta agisce sugli enzimi contenuti nella
cellula, che può svolgere in questo modo molte delle sue funzioni.
Altri ormoni invece entrano direttamente nelle cellule degli organi
bersaglio, perché composti di molecole molto più piccole e si legano
a recettori contenuti nella cellula stessa.Le funzioni delle ghiandole
endocrine sono strettamente legate tra loro in quanto oltre a regolare
varie attività metaboliche si stimolano vicendevolmente. Inoltre le
ghiandole endocrine sono collegate con il sistema nervoso sia
attraverso ormoni che funzionano come mediatori chimici con il
cervello, per esempio gli ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali,
sia attraverso delle vere e proprie connessioni anatomiche, come nel
caso dell’ipofisi, che situata sotto una zona del cervello detta
ipotalamo e a essa collegata.Le principali ghiandole endocrine sono,
appunto, l’ipofisi, la tiroide, la paratiroide, entrambe nella gola,
e le ghiandole surrenali, poste sopra i reni e il pancreas, posto nell’addome.Si
devono considerare ghiandole endocrine anche le ovaie e i testicoli,
che oltre a essere gli organi sessuali femminili e maschili contengono
cellule endocrine produttrici di ormoni. Le ovaie producono l’estrogeno
e il progesterone, mentre i testicoli il testosterone. Questi ormoni
sono determinanti per la formazione dei caratteri sessuali femminili e
maschili e per la fecondazione.
Endocrinologo:
Medico specializzato nello studio del sistema endocrino. Essendo il
diabete una patologia del pancreas e quindi endocrina, i diabetologi
sono generalmente specializzati in endocrinologia. |
F
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Fattore di rischio:
Condizione, comportamento o eredità genetica che aumenta la
possibilità di un evento patologico. L'obesità per esempio è un
fattore di rischio nel diabete di tipo 2.
Fibre alimentari:
Sostanze di origine vegetale presenti soprattutto nella frutta,
verdura, cereali e legumi.
Sono utili nel regolare la funzionalità intestinale, rallentando
l'assorbimento dei glucidi (amido e zucchero) ed aumentando l'effetto
saziante dei pasti.
Fotocoagulazione:
La coagulazione mediante un raggio di luce molto potente (laser)
di vasi sanguigni, o l'eliminazione di neovascolarizzazioni,
specialmente nell'occhio. E' il trattamento più usato nel caso di
retinopatia diabetica.
Fluorangiografia:
Esame eseguito dall'oculista; iniettando in vena un
colorante, la fluorescina, si evidenziano eventuali alterazioni dei
vasi della retina che l'esame del fundus non permette di evidenziare.
Il colorante verrà poi eliminato con le urine che si tingeranno di
giallo e di verde. Anche la pelle può transitoriamente diventare
gialla.
Fruttosamina:
Indica qual'è stato il valore medio della glicemia nelle ultime 2
settimane.
[Valori normali: 2 - 2,8 mmol/l.]
Fundus oculi:
Esame eseguito dall'oculista per vedere lo stato delle
arterie della retina.
Fundoscopia:
Esame del fundus per valutare lo stato dei vasi che alimentano la
retina.
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G
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Glicemia:
Concentrazione di glucosio nel sangue. La glicemia, nelle persone
non diabetiche, è regolata da un complesso di meccanismi metabolici e
neuro ormonali, che ne impediscono variazioni importanti in eccesso o
difetto, essendo il glucosio la fonte di energia indispensabile per le
cellule nervose, i globuli rossi e i muscoli.
Glicogenesi:
Il processo attraverso il quale il glucosio è trasformato in
glicogeno.
Glicogeno:
Sostanza costituita da zuccheri che si trova nei muscoli e nel
fegato e che rilascia glucosio nel sangue in caso di necessità. Il
glicogeno è la principale riserva di energia immediatamente
disponibile dell'organismo.
Glicosuria:
Presenza di zucchero (glucosio) nelle urine. Lo zucchero compare
nelle urine se la glicemia è maggiore di 180 mg/l (soglia renale).
Valori normali: assenza di zuccheri nelle urine.
Glucagone:
Sostanza (ormone) prodotta dalle cellule alfa del pancreas
che determina l'innalzamento del glucosio nel sangue. La sua azione è
antagonista rispetto a quella dell'insulina. Nel caso di gravi crisi
ipoglicemiche è opportuno iniettare una dose di glucagone, al fine di
ottenere un rapido innalzamento del glucosio nel sangue.
Glucidi:
Glucidi, o glicidi termine generico per indicare sostanze
organiche formate interamente o in parte da carboidrati.
Glucosio:
E' lo zucchero più utilizzato dall'organismo per ricavarne
energia. L'organismo può ricavare il glucosio dalle proteine, dai
grassi e dai carboidrati, sono questi ultimi però a fornire
l'introito più consistente. Il glucosio viene trasportato a tutte le
cellule dell'organismo tramite il flusso sanguigno, tuttavia la sua
utilizzazione da parte delle cellule è possibile solo grazie alla
presenza dell'insulina.
Glucometro:
Detto anche reflettometro, è un apparecchio che consente di
misurare il livello di glucosio nel sangue. È composto da una
striscia sulla quale va apposta una piccola goccia di sangue capillare
e da un apparecchio che misura la quantità di glucosio presente, sia
valutando la variazione di colore creata da una reazione chimica
innescata dal glucosio sulla striscia (si parla allora di
reflettometro), sia misurando la variazione di potenziale, la corrente
elettrica provocata dal glucosio (con la tecnologia potenziometrica).
Grassi:
Assieme alle proteine ed ai carboidrati, è la terza principale
classe di alimenti che forniscono energia all'organismo. Il diabetico
deve ricordare che l'aumento di grassi plasmatici favorisce
l'insorgenza delle patologie cardiovascolari e che un cattivo
controllo metabolico favorisce l'aumento dei grassi plasmatici.
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H
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I
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IDDM:
Sigla inglese che indica Insulin Dependent Diabetes
Mellitus (Diabete Mellito Insulino Dipendete), ovvero diabete
di tipo 1.
Immunosoppressivi:
Classe di sostanze (le più note sono le ciclosporine) che
riducono l'efficacia del sistema immunitario dell'organismo. Sono
utilizzati nella terapia dei pazienti che hanno ricevuto un organo,
per evitare il cosiddetto 'rigetto'. I pazienti immunosoppressi hanno
maggiori difficoltà nel combattere normali influenze e malattie
virali.
Impotenza:
Disfunzione che causa la ridotta o nulla capacità di compiere l'atto
sessuale. La malattia diabetica è la più importante causa organica
di alterazione della sfera sessuale.
Indice di massa corporea:
Chiamato anche Body mass index (BMI) Unità di misura utilizzata
nella valutazione dell'obesità. Si ottiene dividendo il peso in chili
per il quadrato dell'altezza in metri. Per esempio una persona che
pesa 100 chili ed è alta 2 metri avrà un indice di massa corporea
pari a 25 [(100 : (2x2)]. Chi ha un indice di massa corporea compreso
fra 21 e 25 può considerarsi normale, dai 25 ai 29 sovrappeso, oltre
i 30 obeso.
Insensibilità all'insulina:
Condizione in cui l'organismo non utilizza al meglio l'insulina
prodotta. Per ottenere l'effetto desiderato quindi il diabetico ha
bisogno di produrre o di iniettarsi dosi particolarmente alte di
insulina per portare la glicemia a livelli normali.
Insulina:
Ormone secreto dalle cellule beta delle isole di Langerhans del
pancreas, che permette l’ossidazione cellulare del glucosio con
produzione di energia. La mancanza dell’insulina determina
ipoglicemia e glicosuria, cioè il diabete mellito, la cui terapia è
appunto a base di insulina. L'insulina è detta 'esogena' se
somministrata tramite iniezione, 'endogena' se prodotta
dall'organismo. Le insuline di più recente produzione sono insuline
prodotte con DNA ricombinante. Esistono differenti tipi di insulina
(rapida, lenta, ultralenta, ecc.) che, con poche somministrazioni
giornaliere, consentono di mantenere un profilo insulinemico che si
avvicina a quello che l'organismo svilupperebbe in condizioni di
normale funzionalità pancreatica. L'insulina fu scoperta da Frederick
Grant Banting nel 1921.
Insuline miste:
Combinazione di due tipi di insuline nella stessa iniezione.Tipicamente
una mista unisce una insulina pronta e una intermedia.
Insuline purificate:
Insuline con una minore quota di impurità e di proinsulina. Erano
consigliate ai pazienti diabetici che mostravano segni di allergia
all'insulina, le attuali insuline sono tutte purificate.
Insulino resistenza:
I diabetici di tipo 2 producono quantità sufficienti, anzi
eccessive, di insulina, ma l'azione dell'insulina prodotta è meno
efficace. L'insulino resistenza è legata all'ipertensione e
all'iperlipidemia. Il pancreas risponde alla insulino resistenza
producendo quantità sempre maggiori di insulina, ma lo sforzo
esaurisce le cellule Beta che smettono di produrla.
Iperglicemia:
Presenza nel sangue di una concentrazione di glucosio superiore ai
valori normali. Si verifica iperglicemia quando non vi è adeguata
produzione di insulina o l'organismo non riesce ad utilizzare quella
che ha a disposizione per la trasformazione del glucosio in energia. I
principali sintomi dell'iperglicemia sono sete, secchezza delle fauci,
orinazione frequente. Nei diabetici di tipo 1 l'iperglicemia
prolungata può trasformarsi in chetoacidosi. Per tutti i diabetici,
avere ricorrenti livelli di iperglicemia determina un aumento del
rischio di complicanze.
Iperinsulinemia:
Elevati livelli di insulina nel sangue.
Ipoglicemia:
Diminuzione della concentrazione del glucosio nel sangue, al di
sotto dei valori normali. Più in particolare è un insieme di
sintomi che si presentano quando si abbassa la glicemia; non è
legato ad un valore preciso di g1icemia.
Sintomi
più comuni di ipoglicemia:
-
Leggera: Fame
eccessiva, tachicardia, mal di testa, sudorazione eccessiva,
tremori alle gambe.
-
Media: Turbe
del comportamento (crisi di rabbia, crisi di pianto o riso),
vista annebbiata.
-
Grave: Perdita
di coscienza, convulsioni.
Cause:
Terapia: Prendere
circa 15 grammi di zucchero, ossia:
-
3 zollette di
zucchero
-
oppure 150 c.c.
di Coca Cola (1/2 lattina)
-
oppure 200 c.c.
di latte più 1 zolletta di zucchero
-
oppure 200 c.c.
di succo di frutta, una mela.
Ripetere la
somministrazione se necessario. Se di tipo grave, (con paziente in
stato di incoscienza) eseguire una iniezione intramuscolare di
Glucagone. Si può ripetere se dopo 10 minuti non riprende
conoscenza. Mai assumere bevande alcoliche. Appena il diabetico si
riprende, somministrare: frutta o pane o cracker o biscotti per
evitare ricadute.
N.B.: Il
lettore non deve usare le informazioni ricevute per diagnosticare o
curare un problema di salute od una malattia, senza prima aver
consultato il proprio medico curante o il diabetologo.
Ipoglicemizzanti
orali:
Farmaci (pillole o compresse) generalmente assunte da diabetici di
tipo 2 che consentono di migliorare il controllo metabolico
tramite differenti meccanismi d'azione, ad esempio aumentando la
secrezione insulinica del pancreas.
Isole di
Langerhans:
Gruppo di cellule del pancreas che producono e rilasciano ormoni.
In particolare, le cellule beta producono insulina, le cellule alfa
producono glucagone e le cellule delta producono somatostatina.
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J
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|
K
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Kimmelstiel
- Wilson:
I due medici americani che per primi descrissero le lesioni
tipiche della nefropatia diabetica nel 1936.
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L
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Lancetta
pungidito:
Ago molto sottile usato per pungere la pelle per ottenere una
piccola goccia di sangue da analizzare con gli apparecchi per
l'autocontrollo della glicemia.
Langerhans:
Langerhans, Paul patologo e anatomista tedesco (1847-1888). Il suo
nome è legato in particolare alla descrizione delle isole di
Langerhans, formazioni del pancreas che secernono l’insulina.
Laser terapia:
Trattamento che utilizza il raggio laser per cicatrizzare ferite.
Viene spesso utilizzato per curare la retinopatia diabetica.
Lattosio:
Tipo di zucchero presente soprattutto nel latte e suoi derivati.
Lipidi:
Termine scientifico equivalente a "grassi". I lipidi
sono molecole ad alto contenuto energetico e costituiscono la riserva
primaria di energia dell'organismo. In condizioni di mancanza di
zuccheri o di impossibilità ad utilizzarli (come nel diabetico di
tipo 1 non ancora trattato) i lipidi vengono usati al posto degli
zuccheri per ottenere energia.
Lipoatrofia:
Può insorgere in sede di multiple iniezioni insuliniche ed è
un'alterazione del tessuto adiposo sottocutaneo.
Lipodistrofia:
Alterazione del tessuto adiposo (noduli o depressioni) che può
verificarsi in seguito a ripetute iniezioni di insulina concentrate
nelle stesse zone. E' un fenomeno evitabile se viene eseguita
rotazione delle sedi di iniezione.
Luna di miele:
Fenomeno che può verificarsi non appena viene iniziata terapia
insulinica per i diabetici di tipo 1. Consiste in una rinnovata
produzione insulinica che fa pensare ad una sorta di guarigione dalla
malattia, ma generalmente dura solo pochi mesi.
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M
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Macroangiopatia:
Malattia dei grandi vasi sanguigni. Placche aterosclerotiche e
coaguli di sangue (trombi) possono ostruire i vasi rallentando o
bloccando il flusso sanguigno.
Macrosomia:
Condizione che spesso si verifica nei neonati, figli di pazienti
diabetiche. Non è una malattia ma semplicemente una condizione di
peso alla nascita superiore alla media.
Malattie
coronariche:
Malattie dei vasi arteriosi (coronarie) che portano sangue al
cuore. Spesso le coronarie sono ostruite da placche aterosclerotiche,
inspessimenti, indurimenti del vaso e non riescono a portare un
sufficiente flusso sanguigno al cuore. I pazienti diabetici sono a
rischio per questo tipo di patologia.
Mg/dL:
Milligrammi per decilitro. È l'unità di misura utilizzata in
Europa per valutare la concentrazione di glucosio nel sangue
(glicemia). Negli Usa si utilizza invece i millimole per litro. Un mmo/L
equivale a 18 Mg/dL.
Microalbuminuria:
Piccolissima quantità di albumina presente nelle urine e non
rilevabile con i comuni stik. E' una fine indagine della funzione
renale, da controllarsi ogni anno. L'esame della microalbuminuria è
molto utile per il paziente diabetico, poiché consente di individuare
precocemente problemi di funzionalità renale.
Microaneurisma:
Lesione tipica della retina dovuta alla dilatazione dei piccoli
vasi.
Microangiopatia:
Malattia dei vasi sanguigni più piccoli che determina scarsa
perfusione dei tessuti. I tessuti più interessati nel diabetico sono
la retina (retinopatia) e il rene (nefropatia).
Microinfusore:
Apparecchio che consente di infondere insulina in modo continuo
nell'arco delle 24 ore. La somministrazione di insulina è regolabile
a seconda delle necessità (pasti, attività fisica, ecc.) e
generalmente consente di ottenere un migliore controllo glicemico
poiché ci si avvicina ad un rilascio di insulina simile a quello che
effettuerebbe il pancreas. L'apparecchio è di modeste dimensioni, ed
è costituito da un corpo principale in cui alloggia la siringa di
insulina, da un tubicino che convoglia l'insulina e da un ago
terminale che viene inserito sotto la pelle.
Microvascolare:
Che riguarda i piccoli vasi sanguigni (i capillari). Le
complicanze microvascolari del diabete sono causate dalla
degenerazione delle pareti dei capillari che divengono spessi, rigidi
e deboli, possono rompersi perdendo proteine e interrompendo il
rifornimento di sangue alle cellule.
Mononeuropatia:
Una forma di neuropatia diabetica che colpisce un singolo nervo.
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N
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Necrobiosis
Lipoidica Diabeticorum:
Lesioni superficiali che appaiono sulla pelle generalmente nella
parte inferiore delle gambe. Possono essere piccole o grandi e sono in
rilievo, gialle e cerose in apparenza con un bordo viola. Non hanno
rilevanza clinica e, pur non essendo tipiche del diabete, sono più
frequenti nelle persone affette da diabete.
Nefro:
Dal greco nèfros, rene, è il prefisso che riguarda tutto ciò
che ha a che fare con i reni.
Nefrologo:
Medico con specializzazione in malattie del rene.
Nefropatia:
Termine che sta ad indicare una condizione di compromissione della
funzionalità renale. In particolare, la Nefropatia diabetica è una
compromissione renale causata dal cattivo controllo glicemico
determinato dalla malattia diabetica. Un buon controllo metabolico
consente al paziente diabetico di minimizzare il rischio di
complicanze quali la nefropatia diabetica.
Neovascolarizzazione:
Si chiama così il processo attraverso il quale in un tessuto si
formano nuovi capillari. Nella retinopatia diabetica (vedi) la
neovascolarizzazione coincide con la forma ‘proliferante’.
Neuro:
Prefisso usato per molti termini che riguardano sia l'attività
del cervello (neuropsichiatria, neurosi), sia l'attività del sistema
nervoso periferico (i nervi che dal cervello e dal midollo spinale si
dipartono verso il corpo). Neurologo Medico specialista nello studio
delle malattie del sistema nervoso.
Neurologo:
Medico con specializzazione in malattie del sistema nervoso.
Neuropatia:
Malattia del sistema nervoso. Spesso colpisce i diabetici causando
disturbi nervosi soprattutto a livello di sistema periferico. Le
manifestazioni cliniche della neuropatia diabetica riguardano
soprattutto gli arti con dolori, formicolii, insensibilità alle mani
ed ai piedi, ma anche il sistema nervoso autonomo e centrale. Un buon
controllo metabolico consente al paziente diabetico di minimizzare il
rischio di complicanze quali la neuropatia diabetica.
NIDDM
Diabete di tipo 2. Sigla che sta per Non Insulin Dependent
Diabetes Mellitus (Diabete Mellito Non Insulino
Dipendente).
Normoglicemia:
Livelli normali di glucosio nel sangue.
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O
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Obesità:
Condizione nella quale una persona ha un indice di massa corporea
(vedi) superiore a 30. L'obesità è chiaramente legata sia
all'insorgere del diabete di tipo 2 sia alla frequenza e gravità
delle complicanze.
Oftalmologo:
Medico specialista nello studio delle malattie degli occhi.
Ormone:
Sostanza prodotta da ghiandole che ha lo scopo di stimolare
attività in altri tessuti e organi. L'insulina è l' ormone che
consente alle cellule di utilizzare il glucosio.
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P
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Pancreas:
E' una ghiandola annessa all’apparato digerente ed è posta
nella parte superiore e posteriore dell’addome in corrispondenza del
duodeno. Si tratta di una ghiandola mista, in parte esocrina
(produzione di succo pancreatico con funzione digestiva) e in parte
endocrina (produzione di insulina). Il succo pancreatico viene
riversato nel duodeno. L’insulina, prodotta nelle cosiddette
"isole di Langerhans", svolge un ruolo fondamentale nel
metabolismo degli zuccheri e dei grassi.
Il p.ha una forma allungata ed appiattita in cui si distinguono: una
porzione più grossa e più spessa detta testa del p., una porzione
intermedia detta corpo del p., e un tratto terminale assottigliato,
detto coda del p., in connessione con la milza.
Il p. è costituito da due tipi di ghiandole, esocrine ed endocrine.
Le prime sono formate da cellule, che secernono sostanze, destinate
alla digestione. Queste non vengono riversate nel sangue, ma
direttamente nel duodeno attraverso uno specifico condotto.Le cellule
endocrine sono riunite in zone dette isole di Langerhans e si trovano
soprattutto nella parte corrispondente alla coda. Esse producono
ormoni, tra cui l’insulina e il glucagone. Il primo diminuisce il
livello di zuccheri nel sangue quando appare troppo elevato, mentre il
secondo agisce in modo antagonista.

Pancreas artificiale:
Macchina che misura costantemente il livello di glucosio nel
sangue e immette in circolo la quantità di insulina necessaria.
Pancreatite Infiammazione del pancreas. Non è causata dal diabete ma
da virus, malattie della cistifellea o da un consumo smodato di alcol.
Penna da insulina Sistema per iniettare l'insulina che ha la forma e
la dimensione di una penna stilografica ed è composta da un ago e da
una fiala di insulina. È utilizzata al posto delle siringhe.
Pancreasectomia:
Asportazione chirurgica del pancreas.
Pancreatite:
Infiammazione del pancreas causata soprattutto da alcolismo o da
affezioni alle vie biliari.
Piede di Charcot:
Detta anche artropatia neuropatica, è una complicanza associata
alla nefropatia diabetica che porta al deterioramento delle
articolazioni ossee e dei tessuti connettivi soprattutto del piede e
dell'anca.
Piede diabetico:
Con il nome di piede diabetico si intende una serie di
compromissioni a carico del piede che si verificano generalmente dopo
molti anni di malattia diabetica. Le compromissioni, se non curate,
possono portare ad un aggravamento della funzionalità dell'arto fino
a richiederne l'amputazione. Le cause di tali degenerazioni possono
essere di origine vascolare e/o neurologica, tali condizioni
patologiche rientrano nel quadro delle complicanze della malattia
diabetica.
Polidipsia:
Sensazione di grande sete, spesso sintomo di diabete.
Polifagia:
Sensazione di fame, spesso sintomo di diabete soprattutto se
associata a dimagrimento.
Poliuria:
Orinazione frequente, spesso sintomo di diabete.
Pressione
arteriosa:
Pressione esercitata dal sangue sulle pareti delle arterie. Due
sono i valori misurati: la pressione sistolica o pressione massima che
si rileva quando il cuore pompa il sangue nelle arterie e quella
diastolica o pressione minima, che si ha quando il cuore richiama il
sangue dalle vene.
Pro - insulina:
Sostanza prodotta dal pancreas, che in un secondo tempo viene
trasformata in insulina.
Proteine:
Assieme ai grassi e ai carboidrati sono una delle tre classi di
alimenti. Carne, pesce, uova e legumi sono tra gli alimenti a più
alto contenuto proteico.
Proteinuria:
Presenza di proteine nelle urine. Può essere segnale di alterata
funzionalità renale.
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Q
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R
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Recettori di
Insulina:
Aree della parete della cellula che permettono a quest'ultima di
unirsi all'insulina presente nel sangue. Quando la cellula e
l'insulina si uniscono, è possibile utilizzare il glucosio (zucchero) e
trasformarlo in energia.
Remissione:
La fase di remissione (o luna di miele) indica un periodo in cui il
pancreas di un diabetico insulino-dipendente riprende a funzionare
producendo una certa quantità di insulina che permette di ridurre la
dose di insulina da somministrare e in alcuni casi di non doverne
somministrare affatto. La durata di questa fase di remissione è
estremamente variabile poiché può durare da qualche mese a uno o più
anni.
Reni:
Organi a forma di fagiolo che sovrintendono al filtraggio del sangue
per ripulirlo dei prodotti del catabolismo o di eventuali sostanze
tossiche. Tra le funzioni del rene vi è anche quella di mantenere il
corretto equilibrio acido-base e degli elettroliti.
Rètina:
Parte centrale dell'occhio interno, caratterizzata da un'estrema
vascolarizzazione. I capillari della retina sono spesso danneggiati nei
pazienti diabetici.
Rètinopatia diabetica:
Danneggiamenti dei vasi della retina. Si distingue in una forma più
grave chiamata retinopatia proliferativa, ed in una meno grave o
retinopatia non proliferativa.
Retinopatia non proliferativa:
Primo stadio della retinopatia diabetica, generalmente non comporta
riduzioni della capacità visiva.
Ridotta tolleranza al glucosio:
Definito in passato diabete latente, chimico, subclinico o
borderline, è una situazione nella quale il paziente, pur continuando a
produrre insulina, non metabolizza correttamente il glucosio assunto.
Spesso, ma non necessariamente, la ridotta tolleranza al glucosio sfocia
in un vero diabete non insulino dipendente.
Risposta glicemica:
La capacità che ogni alimento ha di influenzare la glicemia in un
certo arco di tempo. La risposta glicemica dipende dall'apporto calorico
dell'alimento, ma la sua dinamica (la velocità con la quale l'alimento
è trasformato in glucosio) varia da alimento ad alimento.
Rimbalzo Brusco ritorno ad alti livelli di glicemia dopo una fase
di bassa glicemia. Vedi Effetto Somogyi.
Rotazione dei siti:
Vedi Siti.
Rebound [effetto]:
Brusco rialzo dei livelli di glicemia, soprattutto a seguito di
ipoglicemia.
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S
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Saccarina:
Composto chimico in forma di polvere bianca cristallina, con
potere dolcificante cinquecento volte superiore a quello dello zucchero:
è usata come edulcorante nell'alimentazione dei diabetici e come
antifermentativo.
Saccarosio:
Idrato di carbonio appartenente alla classe degli zuccheri; si presenta
come sostanza bianca, cristallina, solubile, di sapore dolce; in natura
è presente nei tuberi della barbabietola e nella canna da zucchero; ha
elevate capacità edulcoranti e nutritive.
Sindrome X:
Termine utilizzato per descrivere una combinazione di fattori che
insieme comportano un alto rischio di malattie cardiovascolari.
Componenti della sindrome X sono obesità, ipertensione (pressione
alta), iperlipidemia (alta concentrazione di grassi nel sangue) e
iperinsulinemia (alta concentrazione di insulina nel sangue). La
sindrome X è tipica dei diabetici di tipo 2.
Sintomo:
In medicina, fenomeno organico che si manifesta come indizio di
una malattia l fig. indizio, segno.
Sistolica Pressione sanguigna calcolata nella fase in cui il
cuore pompa sangue nelle arterie. È il più alto dei valori pressori
registrati (esempio: 120 in 120/80).
Siti:
In diabetologia sono i punti nei quali ci si inietta l'insulina. Le
zone del corpo consigliate sono l'addome (tranne i due centimetri
intorno all'ombelico), la parte superiore della natica e la parte
centrale esterna della coscia e sulle braccia.È consigliabile evitare
di ripetere le iniezioni nello stesso sito. Meglio attuare una
rotazione, associando per esempio una parte del corpo a una fase della
giornata (nell'addome la mattina, ecc. ).
Soglia renale:
Punto in cui l'eccesso nel sangue di alcune sostanze, come ad
esempio il glucosio, non ne consente il riassorbimento. Tali sostanze si
ritrovano nell'urina, mentre in condizioni normali non sarebbero
presenti.
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T
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Terapia
insulinica intensiva:
Schema terapeutico che prevede 4 o più iniezioni
giornaliere.
Test di tolleranza
al glucosio:
Test che permette di accertare la diagnosi di diabete. Al paziente
devono essere effettuate una serie di determinazioni della glicemia a
tempi fissi dopo l'ingestione di una preparazione standard contenente
75 grammi di glucosio. La prima determinazione è a digiuno, le
successive vengono effettuate ogni 30 minuti per le due ore successive
all'ingestione della soluzione.
Tipo 1 (o tipo I):
Sinonimo di diabete insulino dipendente o IDDM (vedi diabete di
tipo 1).
Tipo 2 (o tipo II):
Sinonimo di diabete non insulino dipendente o NIDDM (vedi Diabete
di tipo 2).
Trapianto:
Esistono varie tipologie di trapianto che possono essere
approntate per il paziente diabetico di tipo 1:
La pratica del
trapianto è a tutt'oggi a grande rischio di rigetto, per questo è
una tecnica generalmente utilizzata solo nei pazienti diabetici più
gravi con compromissione renale.
Trial:
Studio effettuato analizzando per lunghi periodi di tempo un
numero generalmente elevato di pazienti. Serve per valutare l'effetto
a lungo termine di farmaci e terapie.
Trigliceridi:
Sono altri grassi presenti nel sangue che si alzano se il
Diabete è scompensato o se si beve troppo vino o superalcolici.
[Valori normali: sino a 170 mg.]
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U
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Ulcera:
Lacerazione dello strato superficiale di un organo. Sono note
le ulcere gastriche, ma per i diabetici il problema maggiore sono le
ulcere che colpiscono l'epidermide dei piedi e delle gambe a seguito
di tagli o dello sfregamento di calzature poco adatte. Guariscono
assai lentamente e devono essere trattate con estrema cura per evitare
il rischio di infezioni.
Umor vitreo:
La sostanza gelatinosa e trasparente che riempie il centro
dell'occhio fra la retina e la pupilla.
Unità di insulina:
Unità di misura dell'insulina - Insulina U-100 significa che
ogni ml di preparazione insulinica contiene 100 Unità di insulina.
Urologo:
Medico specializzato nello studio del tratto urinario. Gli urologi
si occupano anche degli organi genitali maschili.
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V
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Vascolare:
Che riguarda i vasi sanguigni (vene, arterie e capillari).
Vasi sanguigni:
Sistema di tubi elastico-muscolari che trasporta il sangue a tutti
i distretti corporei. La funzione primaria del sangue è quella di
portare ai tessuti i nutrimenti e l'ossigeno, e di raccogliere dai
tessuti i prodotti di scarto del metabolismo e l'anidride carbonica.
Vena:
Vaso sanguigno in cui passa sangue a bassa pressione povero di
ossigeno, e ricco di anidride carbonica.
Vitrectomia:
Procedura chirurgica che comporta l'asportazione del vitreo.
Tecnica usata in caso di eccessiva cicatrizzazione ed irrorazione del
vitreo.
Vitreo:
Parte interna dell'occhio ripiena di liquido gelatinoso.
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W
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X
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Y
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Z
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Zucchero:
Nell'uso scientifico, nome generico degli idrati di carbonio:
zucchero di canna, di barbabietola, saccarosio; d'uva, glucosio; di
frutta, fruttosio; di latte, lattosio; di malto, maltosio. (Vedi anche
carboidrati)
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